"Il principe prigioniero" di C. S. Pacat

23.08.2017

TRISKELL EDIZIONI:

11 EURO (copertina flessibile).

TRAMA:

Damianos è il nome del principe ereditario di Akielos, mentre invece Damen è il nome dello schiavo che verrà mandato a Vere, come regalo di Akielos al paese che li odia ancora per ciò che è successo a Marlas, per diventare lo schiavo del piacere (il prediletto) del principe Laurent.

Il problema: Damianos e Damen sono la stessa persona.

Il suo fratellastro Castor ha infatti ritenuto che fosse giusto, alla morte del re, fingere la morte dle fratello, legittimo erede al trono, che nel frattempo sarà inviato in un castello dove la sua identità deve assolutamente essere tenuta nascosta, perché Vere odia il principe che ha rubato loro un re e Auguste, il loro principe ereditario.

Riuscirà Damen a ritornare Damianos, e sopravivvere alla spietata corte di Vere?

<<Non sono sorpreso che abbiate spinto tre uomini a cercare di uccidervi. Mi stupisce solo che non fossero di più,>>

RECENSIONE (3\5):

Il motivo per cui il libro ha un punteggio così basso, nonostante devo ammettere che la storia e la trama mi siano piaciuti (poi vogliao parlare di tutte le riferenze all'antichità, con tanto di parole che ricordano il greco...), è lo stile che all'inizio non mi ha convinto del tutto.

Forse è la traduzione, ma nonostante sia estremamente scorrevole, lo ho trovato anche piatto, come se dalla velocità di lettura ne risultasse un appiattimento della storia.

Inoltre alla fine la meccanicazione su cui si basa il romanzo è abbastanza facile da azzeccare, nonostante ci siano alcune deboli svolte che tendono a sviarci, ma non del tutto, perciò secondo me nonostante tutto non c'é mai una certa di ferma di dinamismo della trama.

Fino alla fine.

La trama, o meglio i concetti su cui si basa, sono estremamente interessanti, per non parlare della creazione di un mondo così originale e definito da non ricadere in nessun stereotipo fantasy, e che vorrei tanto approfondire nei libri che seguiranno.

I personaggi sono ben caratterizzati e benché all'inizio ce ne sono alcuni che possono essere un po' stereotipati, sviluppano alla fine e all'interno del romanzo un carattere proprio e deciso, sorprendendoci molto più della trama (ditelo anche voi: Laurent è veramente imprevidibile!).

E' un inizio interessante, che spero l'autrice approfondisca e migliori nei libri che seguiranno!

IT'S SCLERO-TIME:

(Questo è un piccolo spazio che mi prendo per spiegare in modo meno professionale cosa mi ha colpito del libro, in modo più approfondito, perciò WARNING SPOILERS AHEAD!).

Se non l'aveste capito io sono Eroine e ho problemi con le fine aperte dei libri.

"Ciao Eroine, benvenuta al gruppo degli sclerati anonimi".

Però devo ammettere che questa fine mi è piaciuta fin troppo, per quanto prevedibile che fosse (qualcuno avrebbe seriamente lasciato il nostro cucciolo Damen da solo per mesi interi?) e sinceramente mi ha veramente invogliato a seguire la saga.

Devo dire che dal punto di vista dello schiavitù sessuale sinceramente la Pacat ha trattao brillantemente il soggetto, dimostrando una chiara visione che non condanna da parte dei personaggi all'interno del libro la schiavitù, ma non inganna il lettore nel credere che sia qualcosa di normale e di sano. Perciò se pensate che sia troppo per voi, provate almeno a iniziarlo, vi assicuro che ci sono libri molto più scandalosi, inoltre la scrittura della Pacat si concentra su tanti altri argomenti.

Tutti gli stupri e i vari atti di violenza che sono presenti nel libro (se poteste essere sensibili a questo perciò forse evitate di leggerlo) sono chiaramente condannati, nonostante non abbia apprezzato la velocità con cui sono stati liquidati.

Per non parlare di Nicaise, che abbiamo odiato e compatito tutti, il povero pulcino...

Altro personaggio che ho amato odiare è Laurent!

Se non avete visto il mio post su Facebook, andate subito a riguardarlo, perchè credetemi sono troppo divertente (no, non lo sono, ma mi piace crederlo).

E' una serpe come dice Damen, ne sono a conoscenza, ma senza di lui il nostro caro principe di Akielos era già morto, e non solo perché lo ha difeso, ma perché Laurent è l'abile comandante del guerriero che Damianos è, sotto le "vesti" da schiavo.

Avete trovato anche voi Damianos un po' idiota? Un po' imbabolato in certe scene? Io lo ho trovato adorabile, ma non vi nascondo che quell'uomo, oltre a un istinto di conservazione funzionante, non ha la lungimiranza che serve per mantenere un trono, perché ignorare uno che ti infila una spada nello stomaco è una pessima mossa verso la detronazione.

Proprio per questo Laurent ha ripreso tantissimi punti, nonsotante tante volte sarei stata d'accordo con Damen di strozzarlo: è manipolatore e malefico, ma fa ciò che deve fare per mantenere il trono contro il Reggente, perciò, pur volendolo strozzare ogni tanto, non posso che ammirare la sua mente contorta.

(Non aiuta la discreta assomiglianza che abbiamo nei commenti sarcastici e gelati...).

Erasmus, diamo un premio a questa creatura per esistere!

Non solo per tutto ciò che ha passato, ma per la sua straordinaria dolcezza (*inserire qui la GIF di Sam Winchester che abbraccia un ragazzo e dice troppo prezioso per questo mondo*)

Anche se la sua "naturale" tendenza alla sottomissione è un po' preoccupante...

Il Reggente, è il carattere con cui più la Pacat ci ha preso per i fondelli: all'inizio eravamo tutti grati a questo uomo per avere salvato Damen (anche se non mi convinceva troppo), poi rivelazione dopo rivelazione, abbiamo visto che pezzo di ... Tamlin è... (no aspetta Tamlin è meglio perché non sarebbe capace di fare un piano così complicato...) (Eroine che infila ACOMAF anche quando non c'entra...).

Poi le guardie che sono delle shippers mi emozionano sempre con i loro commenti scurrili, insomma quanto è da ricovero Vere da 1 a 10?

Sinceramente sono più una tipa da Akielos!

E voi per chi tifereste: Vere o Akielos o Patras?

Fatemlo sapere nei commenti oppure sui social e per l'e-mail!

Con questo concludo la mia "recensione"!

Alla prossima!

Eroine.