BLOG TOUR ABEL MONTERO ("Il Ragazzo Bendato"\"La Furia e Le Stelle"): INTERVISTA AD ABEL MONTERO:

03.08.2018

Salve a tutti!

*parte in sottofondo la musichetta di "Mission Impossible"*

NA NA NA... NA NAHHHH...

(Aspettate forse la musichetta non fa così... ok , lasciamo questa parte all'immaginazione).

Sono riuscita ad infiltrarmi nei quartieri generali di Abel Montero e ottenere informazioni importantissime, che volevo assolutamente condividere con voi (E no, non sono riuscita a vedere la sua faccia!).

E prima che lo chiediate, no, non sono seria; nessuno mi prenderebbe come spia... nemmeno il Protettorato...ma torniamo alle cose importanti!

Infatti ho avuto questa stupenda occasione di intervistare per voi Abel Montero, lo scrittore di "La Saga del Protettorato", che ho letto e amato e di cui vi lascerò le mie recensioni (se volete saperne di più), composta da "Il Ragazzo Bendato" e "La Furia e le Stelle".

Questa è la prima tappa di un blog-tour che sarà seguito da una presentazione della Saga ed Estratti dei romanzi, che troverete sul blog "HUGMENTED", che vi lascio qui sotto!

Per maggiori informazioni potete trovarle sull'Instagram di Abel (@abelmonterodreams), che vi lascerò assieme al suo canale Youtube.

E dopo tutte queste informazioni, iniziamo con l'intervista!


1. Perché e quando hai iniziato a scrivere?

Circa dieci anni fa. Quando ho iniziato a scrivere questo racconto ero disperato. Da un po' di tempo vivevo da solo. Avevo scelto di stare lontano dalla mia famiglia nella speranza che allontanarmi dal posto in cui ero cresciuto mi avrebbe aiutato a mettere un po' di pace nelle correnti che mi agitavano la mente.

Per un po', ma solo per un po', ha funzionato.

Poi tutto ciò che di autodistruttivo e sbagliato c'è nel mio animo ha preso nuovamente il sopravvento. Mi sono ritrovato a dover fare scelte molto importanti, molto velocemente. Sapevo che, qualunque strada avessi intrapreso, avrei versato lacrime amare vivendone le conseguenze.

Cercavo di convincermi che non esisteva una scelta più giusta dell'altra. Erano solo scelte. Avrei dovuto abbracciarle nel bene e nel male.

Scrivere "IL RAGAZZO BENDATO", in quel momento di transizione, mi ha salvato. 

Mi ha permesso di impiegare parti della mia mente che non dormono mai, MAI, in un modo che rappresentasse una sfida appagante e sfiancante allo stesso tempo.

Mi ha aiutato a razionalizzare, comprendere meccanismi subdoli alla base di alcuni sgambetti che ho continuato a infliggermi da solo nel corso degli anni. Un ciclo infinito che mi è sempre sembrato impossibile da interrompere.

Pensare a Laura, Alex, Jerome e tutti gli altri mi permetteva di guardare la mia vita in maniera diversa, un pensiero laterale che ha risposto a molte domande che non avevo mai pronunciato ad alta voce.

Un paio di settimane dopo aver iniziato a scrivere ho cominciato a sospettare che potesse valere la pena di condividerlo. Ho chiesto ad alcuni amici, e a quella donna meravigliosa che mi ha messo al mondo. I loro commenti sono stati entusiastici, il loro supporto assolutamente impagabile. Ero letteralmente al settimo cielo.

Ma mi sono fermato.

Però io sono sempre io, e la mia incapacità di fronteggiare limiti che mi sono sempre imposto, più o meno consapevolmente, ha chiesto la sua libra di sangue.

Così mi sono ritrovato in una situazione di stallo. 

Consapevole di avere per le mani un progetto meritevole, e altrettanto sicuro di essere assolutamente inadeguato a portarlo avanti.

Sono seguiti mesi bui, altri cambiamenti importanti si sono affacciati alla mia vita. Ho abbandonato le certezze che avevo faticosamente ricostruito e stretto in abbracci fatti di lacrime i migliori amici che avessi mai avuto.

Per qualche tempo mi sono lasciato scorrere la vita addosso come pioggia d'estate. La sentivo sulla pelle, ma non avevo alcuna voglia di attribuirle un valore significativo.

Senza rendermene davvero conto, stavo naufragando di nuovo.

Ma ci sono state persone attente, gentili, motivate, che mi hanno incoraggiato a continuare a lavorare su questo racconto.

Così ho scoperto "Wattpad", e ho preso la decisione di condividere con voi questo racconto.

MAI, mai avrei pensato che le cose sarebbero andate così bene.

Prima di tutto per il genere a cui appartiene. Questo è un racconto di fantascienza, un genere che in Italia non ha mai trascinato le vendite e che purtroppo conta degli appassionati piuttosto difficili da soddisfare. Sapevo anche che molti dei lettori sarebbero stati probabilmente attratti a storie diverse, trascinati dalle love story più pure, quindi ero abbastanza sicuro che il mio racconto sarebbe passato inosservato.

Oggi, a tre anni dalla pubblicazione della bozza online e uno da quello della prima edizione cartacea, il romanzo è stato letto centinaia di migliaia di volte sul web e venduto in centinaia di copie cartacee.

2. Perché parlare di fantascienza?

Perché è il genere, assieme alla letteratura fantasy, che mi ha riempito la mente sin da quando ero un ragazzino. 

Uno dei miei fratelli maggiori mi raccontava dei romanzi che leggeva prima di andare a dormire e io mi infilavo nel suo letto costringendolo a continuare a parlarmi degli eroi di cui quei romanzi parlavano, anche se poi sapevo che quelle storie mi avrebbero spaventato e che mi avrebbero tolto il sonno.

  Credo che i generi che spaziano all'interno della fantasia dei loro autori, e che si appoggiano su quella dei propri lettori, siano quelli che mi hanno attratto di più semplicemente perché ero un adolescente problematico, con grossi problemi a socializzare con chicchessia, e convinto di essere assolutamente incapace di farsi delle buone amicizie.

Immagino che questo percorso sia simile a quello che hanno fatto molti ragazzi e ragazze che hanno trovato rifugio nella lettura e che grazie ad essa sono riusciti a trovare uno svago che soddisfacesse alla loro voglia di evadere dalla realtà ma che allo stesso tempo gli permettesse di far parte di una comunità fatta di altri appassionati degli stessi generi e dello stesso tipo di fantasia.

  La fantascienza mi ha colpito davvero qualche anno dopo il fantasy, per via della mia curiosità. 

Mi interrogavo su come avrebbe potuto essere il nostro mondo se avesse dovuto sottostare a regole o presupposti diversi da quelli odierni. Così è cominciato a leggere, leggere e ancora leggere fantascienza, da quella classica a quella moderna. 

Ho letto talmente tanti libri che alla fine desiderare di scrivere un racconto che facesse parte di questo genere è stato praticamente automatico.

3. C'è mai stato un momento in cui hai pensato di mollare?

Poco dopo la prima pubblicazione del mio romanzo d'esordio, l'anno scorso, ho passato giorni bui perché mi sono reso conto per la prima volta di quanto fosse enorme, complesso e allo stesso tempo sfiancante il lavoro di chi decide di autopubblicarsi. Come ogni scrittore esordiente, ho avuto alcune pushback nel corso degli anni, ma quel periodo specifico è stato veramente difficile da superare, perché mi sono ritrovato ad affrontare davvero la dura realtà di una industria che in Italia che è tanto priva di riferimenti fissi quanto soffocata dai pregiudizi e dal cattivo lavoro di alcuni altri scrittori indipendenti.

 In poche parole, ero convinto che non ce l'avrei mai fatta e che non avrei mai trovato il mio posto. Ma sono stato circondato, ancora una volta, dal giusto tipo di compagnie.

Persone che mi hanno incoraggiato nella maniera più generosa e disinteressata possibile e che mi hanno aiutato a continuare a coltivare quel tipo di sicurezza interiore che ci permette di tirare fuori dalla nostra mente le idee, di dargli forma e trasformarle in narrazione.

  Ho deciso che la scrittura è la mia strada e sono grato di poterla percorrere.

Ricerche sempre accuratissime, ci sveli le tue fonti?

Sono anche stato uno studente molto pigro nelle materie classiche, quindi tutti i riferimenti storici e mitologici che sono contenuti nei miei romanzi purtroppo non fanno parte del bagaglio di conoscenze accumulato durante gli studi. Credo che tutti i miei professori, che si disperavano perché ignoravo libri, adesso sarebbero orgogliosi di me vedendo quanto tempo, risorse ed energie impiego per fare in modo che i riferimenti che inserisco nei miei romanzi siano quanto meno credibili.

5. Un personaggio a cui ti sei affezionato e un che è stato "difficile" da scrivere?

Per uno scrittore questa è una domanda troppo difficile. Sarebbe come chiedere a un padre quale dei propri figli preferisci sugli altri. Se anche fosse possibile trovare una risposta specifica, quel genitore di sicuro non la direbbe ad alta voce. 

Però posso dirti che è stato particolarmente difficile parlare di Goro e creare tutta la mitologia attorno alle Effimere. 

Si tratta di una sfida, ancora in corso, tanto interessante quanto sfiancante. Ma mi rendo conto di essere ancora alla ricerca di dettagli, particolari e documentazione fondamentali che mi serviranno per espandere il racconto ancora di più. Chi mi segue da molto tempo sa che il terzo volume della Saga del Protettorato in effetti lascia moltissimo spazio proprio alle Effimere.

6. Ci sono tantissimi luoghi stupendi nei tuoi libri, li hai visitati tutti? E anzi c'è un posto che devi ancora visitare?

Leggo i racconti di molti blogger, di professionisti e viaggiatori che esplorano le mete di cui mi piace parlare, e passo decisamente troppo tempo su Google Maps cercando di vedere il più possibile le zone in cui ambienti. 

Ma le "locations" più importanti di cui parlo le ho visitate personalmente, e quindi sono sicuro di averle rese nella maniera più reale possibile. 

Mia madre è venezuelana, e quel paese ha una grande importanza per tutta la saga. Ero in fasce quando siamo venuti a vivere in Italia e non ci siamo più tornati. 

Prima o poi ci andrò. Quella nazione mi chiama.

7. Ci sono tantissimi riferimenti storici all'interno dei tuoi libri come Winston Churchill, ma ancora di più riguardo la "pop-culture" moderna (supereroi, marchi griffati e tanto altro), si può dire che sei un nerd? Quali sono le tue più recenti "ossessioni"?

Non so se posso definirmi propriamente un nerd perché gli ultimi anni mi hanno insegnato che cercare di inserirsi all'interno di una categoria, soprattutto quando è così fortemente caratterizzata, al punto di avere le sue liturgie, tradizioni e abitudini, può essere controproducente. Di sicuro questa sottocultura mi affascina moltissimo perché con essa condivido gran parte dei miei gusti per quanto riguarda film, serie tv, videogiochi e soprattutto romanzi.

Ma nel corso del tempo le mie preferenze si sono espanse notevolmente e passo periodi, anche molto lunghi, lontano da tutto questo tipo di riferimenti legati alla cultura pop di cui accennavi. 

Continuo ad amarla, fa parte della mia vita in maniera fondamentale, e sono assolutamente sicuro che sarà così per il resto dei miei giorni, ma credo che Abel resterà semplicemente Abel e se qualcuno vorrà considerarmi un nerd io ne sarò sicuramente contento fino a quando questa definizione non comincerà a diventare molesta.

8. Un libro che tutti dovrebbero leggere?

Uno non basta. Meglio tre! "L'Ombra del Vento" di Zafòn, "Preludio alla Fondazione" di Asimov e "Mistborn" di Sanderson.

9. Perché la gente, a tuo parere, dovrebbe assolutamente leggere il tuo libro?

È una domanda complessa, e credo che non esista una risposta capace di accontentare tutti. 

Credo che, come ogni romanzo, sia Il Ragazzo Bendato che La Furia le Stelle non siano adatti a tutti. 

Li consiglio sicuramente a chi ama la fantascienza, il fantasy, i plot complessi e i personaggi che sono raccontati in maniera viscerale e che attraversano avvenimenti che li modificano profondamente. 

Non credo che i miei lavori siano adatti a chi cerca eccessi sia dal punto di vista morale, che grafico o narrativo. 

Chi ama le sensazioni che le parole possono trasmettere sicuramente troverà pane per i suoi denti, ma anche chi è interessato a interrogarsi sul nostro passato, sul nostro presente e soprattutto sul nostro futuro, potrà leggere riflessioni interessanti e si lascerà coinvolgere da un universo preesistente che parla di mitologia, di tecnologia e di evoluzione umana cercando di renderli tutti argomenti tanto reali quanto affascinanti. E un po' spaventosi.


Allora siete curiosi?!

Vi lascerò, inoltre, qui sotto i link per l'acquisto dei libri, se siete interessati e spero di vedervi tutti al prossimo appuntamento del blog-tour il 5 agosto su HUGMENTED!

Se avete anche voi altre domande per Abel scrivetele nei commenti!

Alla prossima!

Eroine Penzel.

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