"La Canzone di Achille" di Madeline Miller

11.08.2017

ROMANZO SONZOGNO

19 EURO

TRAMA:

Nessuno ha conosciuto Achille meglio di Patroclo, il suo fidato compagno, completamente diverso da lui, sia fisicamente che emotivamente, ma c'é qualcosa che li unirà fino all'ieternità, tra battaglie leggendarie, una gloria preannunciata e una profezia che non accenna a essere clemente.

<<Che cosa mi ha mai fatto di male Ettore?>>

(Tutto Achi', tutto!)

RECENSIONE (5\5):

Una revisitazione degli eventi che vengono narrati nell'Illiade, ma ancora più interessante è il racconto degli eventi che la precedono.

Con una straordinaria cura la Miller illumina una strada spesso inesplorata che lascia molti sorpresi e allo stesso tempo la sua descrizione e la sua narrazione sono estremamente delicate, caratterizzate da una calma e tranquillità che ci fanno percepire chiaramente il punto di vista di Patroclo.

Un punto di vista che ho estremamente apprezzato sia perché non conoscevo moltissimo su questo carattere, sia perché il carattere, nonostante sia influenzato dal punto di vista di Achille, ha una sua chiara volontà che obbligano il lettore a scegliere quais dalla parte di chi stare.

Mai lento ed estremamente scorrevole, è un lavoro superbo e spero che la Miller ci conceda altri romanzi di questo tipo, perché ci sono tantissime storie che devono essere raccontate e che meritano la sua narrazione struggente ma mai pesante!

IT'S SCLERO-TIME:

(Questo è un piccolo spazio che mi prendo per spiegare in modo meno professionale cosa mi ha colpito del libro, in modo più approfondito, perciò WARNING SPOILERS AHEAD!).

Iniziamo con il dire che Patroclo, non meritava tutto questo!

Prima una famiglia, che descrivere come disfunzionale è dire poco, poi l'esilio, poi finalmente conosce Achille e devo ammettere che lo ho estremamente apprezzato in questo primo momento, perché era ciò di cui Patroclo aveva bisogno: un amico che lo aiutasse a rialzarsi.

Questo libro mi ha fatto infatti rivalutare diverse figure dell'Illiade, primo tra tutti Achille, che per me era praticamente "il tizio che ha ucciso Ettore, perché gli hanno ucciso il migliore amico\quello che ha messo il broncio ad Agamennone"; la sua ingenuità e dolcezza, mi hanno letteralmente conquistata nei primi tempi, ma quando la guerra è ritornata, erano due emozioni a prevalere: rabbia, come quella di Patroclo, perché il "testone" non si decideva a salvare il sederino dei Greci, e dolore perché gli ultimi capitoli sono un puro strazio.

Altro personaggio che ho adorato è Briseide (possiamo parlare della scena in cui Patroclo e Achile si baciano per farle capire che non deve avere paura di loro?), solitamente ridotta a un misero oggetto se non come, erroneamente, all'interesse amoroso di Achille. Qui invece è stata divina, risultandomi simpatica anche quando ha baciato Patroclo: è troppo dolce e gentile, e sarei una bugiarda nel dire che non voglio tuttora strozzare Pirro.

Pirro è un carattere che deve morire male (e lo fa...) non solo perché non mostra segni di emozioni e non assomiglia per niente al padre, nemmeno per ciò che fatto a Scamadro (che è una cosa a dir poco raccapricciante), ma perché, al contrario del padre, lui conosce solo la guerra e la distruzione grazie alla formazione ricevuta da Teti e porterà solo ciò nel mondo.

Altro carattere e anche questo muore male è Agamennone: nonostante ho molto apprezzato il ritratto quasi-positivo di Menelao, Agamennone mi è risultato impossibilmente antipatico, iniziando dal fatto che Tontomennone ha scatenato un'epidemia nel campo, per non restituire una donna (vai che la vinciamo così la guerra).

Infine Teti, che si è riscattata verso la fine e perciò alla fine riesco quasi a tollerarla.

Questo libro è stata una stupenda lettura per una classicista come me (quando devi trattenerti dalle risate ogni volta che dicono "la guerra sarà veloce...") e mi ha fatto riscoprire vermente tantissime cose, di cui non ero a conoscenza!

Inoltre vi consiglio (e dovete fidarmi, perché io non lo faccio mai!) i ringraziamenti finali, perché la Miller ha una dolcezza che merita veramente di essere letta!

E voi che aspettate a leggerlo?

Anche voi siete classicisti convinti? Quale è il vostro mito preferito? (Io adoro quello di "Amore e Psiche" (che praticamente la Maas ha ripreso per costruire le prove e gli avvenimenti di ACOTAR #romansdoitbetter).

Alla prossima!

Eroine.