"Questo Canto Selvaggio" (Monsters of Verity, #1) di Victoria Schwab 

26.07.2017

GIUNTI

18 EURO

TRAMA:

Kate Harker e August Flynn sono entrambi gli eredi di due potenti famiglie che governano Verity City, famiglie che si sono affrontate in una guerra civile, solo per dividere la città in due parte (Nord e Sud).

Verity non è solo una città divisa ma anche la città dove hanno iniztao a formarsi terribili mostri, nati dalle violenze che ogni giorno gli uomini subiscono e compiono. Nella parte Nord si cerca di controllare questi mostri, mentre nella parte Sud i mostri vengono uccisi da una speciale forza armata

Kate è appena ritornata da un esilio a cui il padre la ha obbligata per le colpe della madre, e qui deve dimostrare di essere altrettanto senza cuore e mostruosa come il padre, per riuscire a controllare e sottomettere i terribili mostri che piagano la città.

August invece è uno di quei mostri, appartenente alla specie più rara, sconosciuta e pericolosa: è uno Sunai, la cui migliore arma è la musica che crea con il suo fidato violino. Suo padre è Henry Flynn, capo della FTF (Flynn Task Force) e protettore della parte Sud di Verity. 

Completamente diversi, verranno uniti da un intrigo che trascende le due fazioni della città, e vi farà chiedere chi è il vero mostro.


<<Poteva comportarsi da mostro, se serviva a mantenere umani gli altri>>

RECENSIONE: (5\5).

Potrebbe benissimo essere uno dei libri più belli che abbia letto quest'anno.

Tutta la storia è abbastanza semplice, iniziando dal concetto che crea i mostri, un potente quanto velato avvertimento alla società in cui viviamo, se non un resoconto degli avvenimenti che si svolgono tuttora in tutto il mondo.

La semplicità degli intrighi e dei concetti viene resa quasi filosofica e poetica dalle stupenda narrazione che la Schwab crea per non parlare dei dialoghi che quest'ultima scrive per i due protagonisti, rendendo e lasciando che il lettore si concentri su quest'utlimi e nient'altro.

Questo stratagemma porta il lettore a distrarsi appunto, e perciò non dia molta importanza a sviluppare un pensiero riguardo ciò che potrebbe succedere a fare ipotesi di intrighi e future guerre, perciò quando quest'ultimi vengono rivelati risultano particolarmente sorprendenti, nonostante fossero in piedi fin dall'inizio.

Il libro non è esattamente horror e io sinceramente (una fifona patentata) non ho avuto paura dei mostri, ma allo stesso tempo si crea un'atmosfera abbastanza cupa, ma mai pesante, più che altro angosciosa che spinge il lettore a rimanere incollato alle pagine per sapere semplicemente se i nostri protagonisti ce la faranno.

Protagonisti straordinari e decisamente nuovi, capaci di confonderci sui diversi valori che sono presenti nel libro. E' molto interessante vedere il punto di vista di entrambi, una tecnica molto usata che la Schwab ha perfezionato con una caratterizzazione molto convincente, ma che a mio parere porta molto o verso un personaggio o verso l'altro; due fazioni diverse come nel libro.

Un'altra cosa che ho molto apprezzato di quetso libro è stata l'assenza di romanticismo: ammettiamolo, tutti volevamo almeno un bacetto tra Kate e August, quando abbiamo letto la trama, ma ciò che la Schwab ha creato non ha bisogno di una storia d'amore per essere più epico e straordinario di così.

Il libro mi è piaciuto moltissimo e lo consiglio molto volentieri se avete intenzione di leggere un distopico infinitamente diverso e originale, dal taglio decisamente plumbeo e pessimista, ma cosparso di stupendi pensieri e aforismi, che si legano perfettamente a una trama geniale e una narrazione scorrevole, ma mai superficiale.

IT'S SCLERO-TIME:

(Questo è un piccolo spazio che mi prendo per spiegare in modo meno professionale cosa mi ha colpito del libro, in modo più approfondito, perciò WARNING SPOILERS AHEAD!). 

Quella fine!

Vogliamo parlarne per favore? 

Perché sembrava che tutto fosse finito per il "meglio": August aveva un nuovo violino (che è tipo la cosa più stupenda che possa esistere...) ed è entrato nella Task Force perché in realtà tutto sta lentamente crollando a Verity, ma almeno Kate è al sicuro!

Poi quella fine...

Victoria Schwab grazie per avermi creato ulteriori traumi.

Cioé prima la morte di Leo, che so che tutti hanno odiato (anche io lo ho fatto quando ha ammesso il tradimento e il coinvolgimento con Sloan) ma non so perché penso che il suo carattere sia uno dei miei preferiti all'interno del libro con la sua aria di angelo della giustizia che non si accorge che l'unica cosa che può donare in realtà è una morte terribile.

I Sunai sono una creazione stupenda e racappricciante se si pensa alle loro origini e li ho semplicementi adorati dal primo all'ultimo, iniziando ovviamente da August (la cui camera, piena di libri, è praticamente uguale alle mia).

August è stupendo con la sua convinzione di volere assolutamente aiutare e il suo segreto desiderio di essere in fondo come un umano, in un mondo in cui tutti gli ricordano che non lo potrà mai essere. Non solo è estramamente dolce e forte, ma ha la capacità di convincerti che non sia mai stato veramente il mostro che è nato per essere. 

Poi parliamo del modo in cui si aggrappa alla musica, un altro desiderio proibito, quella bellezza tagliente che ha tristemente trasformato in un'arma: la sua migliore caratteristica è il suo peggiore difetto.

Ilsa è stupenda. Punto. Dolce e spaventata, è un carattere distrutto per cui non puoi provare che compassione e guardare con meraviglia la sua visione frammentata del mondo, con cui cerca comunque di mantenere una timida positività.

Kate mi è piaciuta meno di August, ma il suo gioco di chiedersi "dove sei?" è stato straziante e straordinario: una trovata brillante che probabilmente userò anch'io. Ho adorato la sua forza e la sua decisione per non parlare della più completa assenza di paura che la ha caratterizzata per tutto il viaggio: un po' non la sopportavo ogni volta che rinfaccia ad August la triste verità che lui era un terribile mostro e non un umano.

Nonostante all'inizio sperassi in una storia d'amore tra i due mi sono immediatamente ricreduta: 1) perché non tollero le storiella d'amore alla Romeo e Giulietta, 2) perché non c'é bisogno di amore per migliorare questo libro che ha praticamente tutto.

Finisce qui lo sclero, e alla prossima!

Eroine.